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Posted in [Erlebnis], |mit muzik| by valez on 04/02/2010

sugli impulsi dell’istinto subumano e le loro dirette implicazioni nella realtà condivisa, nonchè sulla storia del cinese pu yi, l’ultimo imperatore

 

ancora sakamoto [1.], che nemmeno ascolti perchè sai che non è più necessario. i tuoi dubbi – se mai ne hai avuti – si sono cristallizzati in certezze irrevocabili. dietro alle tue convinzioni, rimangono celate possibilità inesplorate, sulle quali – con troppa disinvoltura – rinuncerai ad indagare.

è stato davvero il mio timore di scegliere che ci ha portate a questo? le mie dimostrazioni di fiducia, confuse al loro nascere, sono ricadute sulle possibilità dell’accadere come massi da una una scogliera. volendo dimostrarti – senza troppo interferire – che avrei sempre potuto esserci, ho scatenato reazioni falsate, congestionate e, ora, irrimediabili.

eppure tu insisti ma poni dei vincoli che rispetto e rispetterò. devo espiare le colpe dell’emanazione dei miei istinti, un prezzo altrettanto irrazionale per l’irrazionalità che mi sono voluta concedere, pur sapendo perfettamente di non essere in grado di rapportarmici.

pu yi fu l’ultimo imperatore della cina, prima che la rivolta guidata da sun yat-sen rovesciasse l’impero e portasse alla proclamazione della repubblica. come tutti gli uomini sopraffatti da un destino troppo smisurato, fu un personaggio tragico, che non potè mai scegliere, nemmeno quando si rese conto di essere imperatore solo per burla, prigioniero di rituali ormai inutili, opportuni servilismi e ipocrisie in una corte che non esisteva più se non nella fredda forma. l’alterigia del suo ruolo, viva nella convizione che essere grandi sia un dovere, lo portò a comportarsi come l’imperatore che non fu mai stato – colui che non sceglie, chè per lui viene scelto – fino a farsi masticare – e poi risputare fuori -dall’ingranaggio che rivoluzionò ciò che egli avrebbe dovuto vivere, portandolo ancora una volta a non poter scegliere in un’ulteriore situazione di non-scelta. egli non agì, non per la paura di agire, bensì perchè l’agire, nella sua intima natura, non era contemplato. se mai rispose ai suoi impulsi, questi non ricaddero che nella completa inutilità, poichè la realtà in cui pu yi si trovò immerso gli impose di per sè il fallimento delle sue scelte, qualsiasi esse fossero.

qui, l’atonalità di ryuichi sakamoto non è che un’asettica conferma. il tuo fermo rifiuto nell’ascoltarla lo è altrettanto. proviene da me.